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Le scarpe sulla pelle degli animali

Dai Paesi emergenti alle vetrine europee, il business delle calzature è caro per gli animali. Il mercato europeo delle scarpe è il più grande a livello mondiale. L’Italia è al quarto posto per consumo di calzature in Europa. Il Brasile è il maggior esportatore di pelle seguito da Usa, Italia e Argentina. L’87% della produzione mondiale di scarpe è concentrata in Asia: Cina, India e Vietnam sono i maggiori produttori.

 

 

 

M come mattatoio. È questo il marchio indelebile impresso sulla maggior parte delle scarpe che indossiamo ogni giorno. Un mercato florido, quello delle scarpe in pelle, pari al 60% delle importazioni di calzature in Europa. Da mattatoio è lo stile di vita del bestiame, soprattutto bovini, allevati per produrre carne, e in parte per trarre cuoio grezzo destinato alla lavorazione nelle concerie, che spesso si trovano in Paesi molto lontani. Da mattatoio sono le condizioni di lavoro nelle fabbriche del Sud del mondo, dove si producono le scarpe destinate ai mercati internazionali. Sono mondi lontani dalle vetrine delle grandi città, ma esistono. Il Brasile è il maggior esportatore mondiale di pellame bovino e lo stato del Mato Grosso è una delle aree con le più grandi mandrie di bovini e il maggior tasso di deforestazione per fare spazio agli allevamenti.  Gli allevamenti sono molto isolati e costringono i lavoratori a condizioni di vita degradanti. Sopportano temperature rigide, svolgono attività ripetitive (alla lunga dannose per la salute) e in assenza di adeguate misure di sicurezza. Gli incidenti, anche fatali, non sono un’eccezione. Dall’altra parte del mondo, nello stato indiano del Tamil Nadu, si concentra il 60% delle concerie del Paese. Una di queste è piuttosto grande ed è partner di grandi marchi internazionali, come Clarks e Timberland. Il bestiame è trasportato ammassato su mezzi sovraccarichi e, dopo un viaggio estenuante, gli animali giunti nei mattatoi spesso vengono soppressi senza le dovute misure per ridurne la sofferenza. Nelle concerie i lavoratori sono sprovvisti di equipaggiamenti protettivi adeguati. Secondo le tesimonianze che abbiamo ricevuto, molti di loro soffrono di malattie professionali legate alle cattive condizioni di lavoro. Anche i salari sono inadeguati e spesso non garantiscono standard di vita dignitosi. In linea generale il settore conciario si è rivelato poco trasparente. Sono poche le aziende che hanno fornito informazioni sufficienti sul proprio impegno etico.

 

 

                                                   

 

 

 

-> Allevamento Il bestiame viene trasportato, spesso su lunghe distanze, fino ai mattatoi. La carne è destinata prevalentemente all’industria alimentare, una parte della lavorazione riguarda la produzione di pelle.

-> Concerie Dopo la macellazione il cuoio grezzo viene trasportato nelle concerie. Qui deve essere trattato e lavorato in modo che non marcisca.

-> Manifattura In alcuni casi il cuoio lavorato passa alle manifatture attraverso intermediari. Le fabbriche sono grandi, medie o piccoli laboratori artigianali, ma tutte richiedono un’alta intensità di lavoro.

->Trasporto Le scarpe devono raggiungere grossisti e/o esportatori, distributori, negozi e altri canali di vendita prima di essere disponibili per i consumatori nel mercato europeo.

 

fonte: Altroconsumo.it